E’ scoppiato il caso di Natale a inizio dicembre negli Stati Uniti sempre più attenti a fare profitto monetizzando anche i sentimenti e le tradizioni del Natale.
Si è risolta con una transazione che non ci ha consentito di pervenire ad una giuridicamente interessante pronuncia sul merito la vicenda che vede coinvolto il marchio “Elf on the Shelf” ovvero l’Elfo sullo scaffale oggetto di parodia da parte del marchio “Elf off the Shelf”. Si tratta di un deterrente ai capricci dei bambini inventato, al pari di metodi più tradizionali, per invogliarli a rispettare i precetti dei genitori e assecondarne le richieste sotto ricatto che un fantomatico elfo sullo scaffale riferirebbe sul loro comportamento a Babbo Natale in Lapponia al fine di valutare chi sia meritevole o meno dei doni del Natale.
La parodia che normalmente dovrebbe costituire tanto negli Usa (I Emendamento) che in Europa una difesa contro la violazione di copyright ha ideato come contropartita Orazio, l’effetto dispettoso ovvero “Elf off the shelf”, l’elfo sotto lo scaffale. Tuttavia, un capitolo definitivo sulla “parodia” non si è del tutto scritto, e per questo il caso era di certo interesse. Infatti, tanto secondo il diritto d’autore (in Italia art. 4), tanto per la legge marchi (art. 21 c.p.i.) sembrerebbe che il più recente orientamento sia di tipo punitivo, volto cioè a considerare la parodia di marchio noto come una forma di “parassitismo” (cfr. Trib. Milano, 29.1.1996 e Ferrara G.it, 2009) oppure una forma di contraffazione (cfr. Ubertazzi, I diritti d’autore e connessi, 122, nt.37, Mayr, Aida 03, 298, ecc.). Le due discipline muoverebbero da presupposti differenti perché il diritto d’autore tutelerebbe l’elemento espressivo mosso da un libero pensiero creativo, mentre il marchio la posizione di mercato. Il compromesso sembrerebbe trovarsi nel gradiente di creatività della parodia rispetto all’opera principale. Così il Tribunale di Milano ha ritenuto presente l’indebito vantaggio e il pregiudizio nella riproduzione del “cane a sei zampe” dell’Agip su una maglietta con la scritta “ACID” collegata al consumo di stupefacenti (Trib. Milano 4 marzo 1999, 977, GADI), così come a Napoli il giudice Casaburi (GDI 2009, 443) ha ritenuto sussistente l’indebito vantaggio sotto il profilo della legge marchi per “Gambero Rozzo” rispetto a “Gambero Rosso”, ma ha negato l’illiceità della parodia sotto il profilo del diritto d’autore (cfr. Adriano Vanzetti, Codice della Proprietà Industriale, Giuffrè ed., 2013)
Nel caso di Natale, la Corte statunitense adita ha negato un’ingiunzione preliminare e quindi le parti hanno preferito accordarsi in linea con la tradizione natalizia promossa dall’Elf on the Shelf, secondo la quale almeno a Natale dovrebbero essere tutti più buoni.

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