Rigettata il 15.9.2016 l’opposizione italiana n.941/13 di Gucci contro la domanda di registrazione nazionale di un marchio costituito dall’immagine grafica che crea una tramatura di ottagoni chiari definiti da puntini e intervallati da figure piccole costituite da un quadrato scuro centrale creato dalle lettere L speculari e basata su due segni dell’Opponente tra i quali uno costituito da una rete riproducibile su tessuto, l’altro il classico intreccio di G.

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L’esaminatore conclude l’esame di confondibilità dicendo che “l’orizzonte valutativo della capacità distintiva non può essere limitato ad una astratta analisi del tipo di segno designato come marchio e del suo grado di originalità. Al contrario, è necessario compiere un esame ulteriore, in senso “dinamico”, che sia teso a determinare se il marchio sia concretamente una entità portatrice di un significato percepibile dal pubblico ed, in caso affermativo, quale sia questo significato”. Nella fattispecie non pare dubbio che questo significato sia rappresentato iconicamente dalle due lettere “G”, nella loro combinazione, non risultando palesemente condivisibile l’assunto dell’opponente, secondo il quale nel suo marchio “l’elemento dominante, cioè visivamente più appariscente perché attira per primo l’attenzione, sia costituito dalla forma a reticolato o a losanga del marchio figurativo”.

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